RENTRI: Quando entrerà in vigore il registro elettronico dei rifiuti?
In attesa che entri in vigore il RENTRi, ovvero il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, è attivo un prototipo che permette alle aziende di sperimentare questo nuovo modello di registro. Scopriamo di seguito in cosa consiste il RENTRi, quando entrerà in vigore, come funziona e tutto quello che c’è da sapere su questo registro elettronico.
Cos’è il RENTRi
Acronimo di Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, il RENTRi è il nuovo registro digitale che permetterà di avere a disposizione per le verifiche la tracciabilità dei rifiuti in formato elettronico.
Ad organizzare e gestire la nuova modalità di registro elettronico nazionale sarà il Ministero della Transizione Ecologica e al suo interno includerà anche la gestione informatizzata del Registro di carico e scarico, dei Formulari di identificazione dei rifiuti e del MUD.
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Il nuovo sistema si propone di assicurare una trasmissione dei dati in tempo reale e costante, così da risultare consultabili dagli organi di vigilanza riguardanti la gestione dei rifiuti iscritti alla piattaforma. L’esigenza di creare il RENTRi è scaturita dalla necessità di applicare la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione al settore ambientale e far salire di livello la lotta sulla gestione illegale dei rifiuti.
Anche la necessità di rispondere alle direttive comunitarie ha influito nella creazione del Registro Elettronico Nazionale, considerato indispensabile per conoscere informazioni su quantità e qualità nell’ambito dei rifiuti prodotti e smaltiti oppure riciclati. Da questo punto di vista il RENTRi può quindi essere anche considerato un valido strumento per incentivare l’economia circolare.
Quando entrerà in vigore il RENTRi
La data certa su quando entrerà in vigore il RENTRi in realtà ancora non c’è, ma si presume che dovrebbe trattarsi agli inizi del 2023.
Considerati i ritardi sulla fine della sperimentazione, che in origine era prevista per la fine di ottobre del 2021, e i nuovi modelli che verranno pubblicati in Gazzetta Ufficiale tra novembre e dicembre 2022, è probabile che la data dell’entrata in vigore sia proprio inizio 2023.
Tuttavia, dovranno poi passare altri 12 mesi prima di avviare le iscrizioni al registro, che slittano così a fine 2023 e inizio 2024.
Nell’attesa vediamo come funzionerà questo nuovo sistema grazie al prototipo creato dal ministero per procedere alla sperimentazione.
Sperimentazione del RENTRi
Il Ministero della transizione ecologica ha scelto di avviare una sperimentazione del RENTRi, promossa anche dalle associazioni di settore, con l’obiettivo di garantire la totale compatibilità e affidabilità dei software di gestione con il nuovo modello di registro elettronico.
La sperimentazione con il prototipo fornito dal ministero è stata avviata a fine giugno 2021, quando le imprese hanno potuto accedere al sito del RENTRi e testare le prime funzioni. Il Ministero ha supportato le aziende mettendo a loro disposizione dei video tutorial sul canale Youtube dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali. (accesso diretto al canale yotube)

Oltre che servire a testare la piattaforma, l’obiettivo della sperimentazione è stato quello di fai condividere ai soggetti coinvolti soluzioni e suggerimenti tecnici per ottenere dei miglioramenti.
Chi è obbligato ad iscriversi al RENTRi
I soggetti che hanno l’obbligo di iscriversi al RENTRi sono gli stessi che per legge hanno l’obbligo di compilare i registri di carico e scarico, i formulari e i MUD. Una volta entrato in vigore, si potrà adempiere agli oneri burocratici sui rifiuti solo tramite il RENTRi, modello che consentirà di eliminare per sempre i supporti cartacei. Al momento, ecco chi ha l’obbligo di iscriversi al Registro:
- Aziende ed organi produttori iniziali di rifiuti pericolosi
- Imprese ed enti che si occupano del recupero e dello smaltimento di rifiuti
- Chi svolge raccolta e trasporto rifiuti a titolo professionale
- Intermediari e commercianti di rifiuti pericolosi e non pericolosi anche non detenuti
- Consorzi istituiti dalla legge per attività di recupero e riciclaggio di tipi di rifiuti particolari
- Imprese ed organi produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184, comma 3, lettere c) d ) e g)
I soggetti esonerati dall’obbligo di iscrizione al registro RenTRi, come indicato all’articolo 2135 del codice civile, sono gli imprenditori agricoli di cui che hanno un volume di affari annuale fino a ottomila euro, gli imprenditori agricoli produttori iniziali di rifiuti pericolosi e i soggetti esercenti attività ricadenti nell’ambito dei codici ATECO 96.02.01, 96.02.02, 96.02.03 e 96.09.02. Per questi soggetti è consentito l’uso dei supporti cartacei per effettuare gli adempimenti.
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Come funziona il RENTRi
Il RenTRi comprende procedure e strumenti integrati nella nuova piattaforma telematica, che verrà gestita dal Ministero della Transizione Ecologica, responsabile anche della sua organizzazione.
Come già sottolineato, è stato consentito ad un campione di imprese che rientrano nelle categorie che hanno l’obbligo di iscriversi, di sperimentare il prototipo RENTRi, così da poter avanzare delle proposte per perfezionare il sistema e migliorarlo. La piattaforma RENTRI ha una struttura composta da due sezioni:
- Sezione Anagrafica, in cui si trovano le autorizzazioni ambientali degli iscritti e i dati identificativi
- Sezione Tracciabilità, che raccoglie le informazioni annotati nei registri e nei formulari
Anche le aziende che non dispongono di un software gestionale per rifiuti ma sono interessate possono inserire i dati dei propri registri di carico e scarico nel sito prototipo.rentri.it, accedendo all’area di sperimentazione con lo Spid. Poiché si tratta di un test, anche se ci sono errori o parti incomplete, non ci sono sanzioni.
Invece, le case produttrici di software stanno integrando i primi applicativi test per la verifica della piattaforma nei propri gestionali grazie a Ecocerved. La società, che opera nel campo dei sistemi informativi per l’ambiente, ha messo a disposizione delle case produttrici di software protocolli e definizioni per effettuare l’integrazione nei software da utilizzare.
Norme approvate in attesa che il RENTRi entri in vigore
Nell’attesa che entri in vigore il RENTRi, sono state approvate altre norme che avrebbero dovuto avere come obiettivo quello di rendere più semplice e snella la burocrazia riguardante la tracciabilità dei rifiuti.
Con l’art. 6 del D.lgs. 135/2018, a partire dal 1° gennaio 2019 è stato eliminato il tentativo avanzato dal SISTRI. E’ stato però lo stesso articolo ad istituire il RENTRi e a disporne la sua applicazione sulla documentazione per la tracciabilità su supporto cartaceo fino a quando il nuovo sistema non entra in piena operatività.
Inoltre, anche l’articolo 193 del D.lgs. 152/2006 è stato riformulato. L’articolo regola i formulari di identificazione dei rifiuti e ha introdotto il Vivifir con il D.lgs. 116/2020. Ancora non sono stati emanati i decreti necessari per definire come dovrà essere effettuata la tracciabilità con il nuovo sistema, ma è ovvio che dovranno stabilire come comunicare l’avvio del recupero o smaltimento dei rifiuti e non di quando esso è avvenuto.
Il ViViFir nuova soluzione per vidimare i formulari
Un’altra questione che rimane ancora senza certezze riguarda la dematerializzazione del Formulario e come verrà effettuata, e comunque necessaria per completare la digitalizzazione della documentazione riguardante la tracciabilità dei rifiuti.
Visto che la gestione dei FIR è al momento solamente con supporto cartaceo, sarebbe opportuno sapere come avverrà l’informatizzazione di questo documento, indispensabile per la gestione corretta dei rifiuti.
Il primo passo verso il digitale sulla vidimazione dei formulari è stato fatto con l’introduzione del Vivifir, acronimo di Vidimazione Virtuale Formulario Identificazione Rifiuti, grazie al D.lgs. 116/2020, che disciplina i formulari di identificazione dei rifiuti.
Il Vivifir consiste in un sistema innovativo che permette di vidimare digitalmente i formulari dall’8 marzo 2021 al posto di vidimarli presso le Camere di Commercio come si faceva prima di questa data. La vidimazione virtuale avviene tramite un portale web oppure mediante dei software gestionali dei rifiuti.
Si tratta però di un’opzione alternativa, in quanto è rimasta ancora attiva la soluzione della vidimazione cartacea. La vidimazione digitale è stata però ben accolta dagli utenti, che hanno apprezzato lo snellimento della burocrazia.
Tuttavia, si tratta di una innovazione transitoria in vista dell’entrata in vigore del RENTRi, il nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti, non appena terminerà la fase di sperimentazione.
Conclusioni
E’ importante sottolineare che, nonostante ci siano delle previsioni avanzate nell’entrata in vigore del RENTRi, in realtà non possiamo dire con certezza quando questa avverrà. Possiamo solamente augurarci che non ci siano lunghe attese e che il nuovo sistema risulti perfettamente funzionale ed efficiente.
Se l’impatto di questo nuovo registro elettronico sarà positivo, ci saranno indubbiamente enormi vantaggi, primo fra tutti quello della tracciabilità informatica dei rifiuti, ma anche fruibilità e omogeneità dei dati, trasmissione da parte di tutti gli operatori, riduzione degli oneri amministrativi e burocratici e molto altro.
Tutti i vantaggi si ripercuotono inevitabilmente in un miglioramento delle strategie di economia circolare, che è anche fra gli obiettivi principali del PNRR.



